Lo Sport a Cuba
Chi dice Cuba, dice coste meravigliose, sigari pregiati e tanto zucchero. Ma dice anche Fidel Castro, il suo Lider maximo da ormai parecchi decenni. E dice anche una ricchezza eccezionale di successi sportivi e di imprese agonistiche.
In primo luogo il baseball, vero sport nazionale di Cuba: ironia della sorte, importato proprio dagli Stati Uniti, il paese che più di ogni altro avversa lo stato cubano. In secondo luogo, il pugilato: Cuba, vera fucina di campioni (uno su tutti: Teófilo Stevenson), ha dato al pugilato un numero impressionante di tenaci combattenti. Non dimentichiamo, atletica e pallavolo, altre discipline predilette dagli sportivi cubani e dalle quali hanno ricevuto numerose soddisfazioni.
Non è facile occuparsi di sport per un paese sotto assedio economico e fisico, sotto la continua minaccia di una aggressione (forse addirittura atomica) da parte di un vicino potentissimo e molto minaccioso. Eppure è forse la pesante situazione geopolitica ed economica di Cuba che ha spinto i suoi dirigenti e il suo popolo a puntare così tanto sullo sport cubano. Checché se ne dica, e qualunque siano le idee politiche di ognuno, in un’economia moderna basata sugli scambi commerciali e sullo sfruttamento dei vantaggi concorrenziali, un’isola sperduta in stato di blocco commerciale, costretta a una quasi totale autonomia produttiva, non può prosperare economicamente né sviluppare una struttura industriale competitiva. Lo sport è stato ed è tuttora un toccasana favoloso per sollevare il morale della popolazione e riportarla in qualche modo al centro dell’attenzione mondiale per successi positivi, quali sono quelli di Javier Sotomayor, Alberto Juantorena, Iván Pedroso e tanti altri.
I successi di questi campioni cubani non sono venuti per caso: un sapiente lavoro sui vivai e sulle strutture sportive (pur penalizzate dalle scarse risorse) hanno prodotto i fenomeni che tutti conosciamo. Chissà se i lo sport a Cuba avesse avuto le quasi illimitate risorse dei vicini Yankees...